La mamma avatar: dalla regina del focolare alla regista della famiglia!

Lo hanno detto in molti: arrivare alla maternità oggi non è un approdo scontato. Si tratta di una vicenda sempre più complessa che va incastrata in un percorso di crescita femminile in cui la donna (legittimamente, a nostro avviso) non intende rinunciare ad ambiti di realizzazione quali l’essere una buona compagna, una professionista, un’amica fidata, un soggetto sociale, una figlia riconoscente e accuditiva. La donna di oggi non si accontenta più di essere solo una madre “regina della casa”. Se questo dato è evidente, ciò non significa tuttavia quello che i detrattori della nuova madre vorrebbero sostenere e cioè che il valore di avere un figlio, sia stato relativizzato. Si potrebbe anzi dire il contrario: con meno tempo e meno possibilità a disposizione il bambino finisce per essere un bene sempre più prezioso. Desideratissimo, spesso unico e superinvestito, merita il massimo dell’impegno e della dedizione.

In questi molti anni di lavoro con genitori di bambini e di adolescenti abbiamo incontrato centinaia di mamme che per risolvere il loro intrinseco dilemma fra parti di sé hanno scelto il contrario della rinuncia e del disinvestimento dal ruolo materno: hanno semplicemente innalzato il peso delle richieste interne e dei propri ideali. Hanno deciso di fare tutto e di fare bene, ancor meglio che in passato.

Nel libro “Mamme avatar”, edito da Bur, abbiamo provato a descrivere come la mamma moderna, donna lavoratrice, nasca perfezionista, organizzatrice, inevitabilmente un po’ narcisa, tuttavia non per questo meno materna con il proprio figlio. Le sue ansie nei confronti del cucciolo e il modo di curarlo sono infatti quelli teneri e accuditivi di sempre: non abbandonarlo, proteggerlo, contenerlo, nutrirlo, anticipare per lui i pericoli del mondo.

Se la programmazione e il multitasking sono le nuove implementate abilità che consentono di occuparsi di tutto e di essere il regista della famiglia, la vera arte praticata dalla mamma moderna, da noi definita “avatar”, è da ricercarsi nella relazione con il bambino. Tale arte nasce da un paradosso: i bambini necessitano di stare vicini alla propria mamma, la madre moderna deve tornare al lavoro. Ne consegue che la madre deve riuscire ad essere vicina al figlio anche da lontano, anche senza il presidio della presenza fisica. Ma come fare a realizzare ciò? Innanzitutto servono strategie di conciliazione, non sono solo di ordine pratico ma anche psicologico: mentre parte della mente è impegnata a rispondere al capo o a gestire una conference call, un’altra parte deve essere certa di saper tener viva la relazione simbolica con il figlio: cosa starà facendo all’asilo in questo momento?

Poi ci sono gli avatar: dispositivi ideati dalle nuove madri per riuscire a stare vicino ai figli anche quando sono al lavoro, o impegnate ambiti non compatibili con la presenza fisica a fianco del bambino. Si tratta di persone, ma anche istituzioni e sostegni di varia natura, che facilitano la costruzione della presenza virtuale. Ad essi la madre non “delega” realmente l’accudimento, nella misura in cui ne dirige le mosse e ne tiene la regia a distanza: un avatar rappresenta sempre la madre e il suo modo di curare, mantiene il contatto con lei, ha il compito di portarla vicina simbolicamente anche quando è lontana. Basta una telefonata per riattivare la relazione. Dietro il volto della tata, nel modo di curare di nonni e padri, nell’organizzazione della propria giornata, i figli riconoscono sempre più spesso il presidio e cifra stilistica rassicurante della propria madre. Quando la madre non è presente fisicamente il bambino riconosce chiaramente che ella ha preventivamente predisposto tutto per lui e che ha fatto ottime scelte: le sue giornate sono ricche di stimoli, giochi e possibilitià di apprendimento nei più svariati contesti (dalla scuola al parco, dalla piscina all’inglese, dalla festa di compleanno dell’amico, al pomeriggio con la nonna).

Mentre la madre è distante, l’attenta programmazione e l’uso degli avatar, tengono vivida la relazione tra la madre e il bambino: superato il vincolo della presenza fisica, il rapporto ne esce addirittura rinnovato e rinforzato. I vantaggi del sistema della mamma avatar sono evidenti durante l’infanzia: se la donna emancipata moderna, lavoratrice, aveva il problema, come madre, di non poter garantire la vicinanza al proprio figlio, attraverso l’invenzione di strategie come quella degli avatar ha trovato una soluzione. Molti evidenze cliniche dimostrano che i bambini di oggi crescono, nonostante i distacchi precoci dalle madri lavoratrici, con meno vissuti di abbandono e solitudine rispetto a quelli di un tempo. Le madri lavoratrici sono più che presenti psicologicamente accanto al proprio bambino che è in grado di esplorare il proprio mondo con una buona dose di fiducia di base e che sviluppa molte competenze precocemente.

E’ vero però che qualsiasi cambiamento presenta dei pro e dei contro. Alla luce delle esperienze cliniche di questi anni, ci sembra di poter dire che gli svantaggi possibili del sistema della mamma avatar riguardino soprattutto l’adolescenza: durante questo periodo, infatti, il figlio non deve evitare la distanza dalla madre, ma al contrario, procurarsela e affrontarla. Sperimentare la solitudine psicologica è un compito di crescita imprescindibile per l’adolescente, serve per l’autonomia e per preparare l’adultità. La presenza di una mamma avatar, in tal senso, può complicare le cose: come fare a distanziarsi da una madre che virtualmente riesce ad essere presente dappertutto, che ha sempre un avatar dietro l’angolo, che è tanto amata e per di più usa le tecnologie per sapere sempre dove sei e cosa ti succede (si pensi all’uso dei registri elettronici e delle geolocalizzazioni degli smartphone)?

LauraTuruani_bigLaura Turuani, psicoterapeuta, socia dell’Istituto Minotauro di Milano, si occupa di adolescenti e adulti nell’area della clinica, della ricerca e della formazione. Insegna presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’Adolescente e del Giovane Adulto ARPAD Minotauro. Oltre a MAMME AVATAR (Bur, 2015, Milano) ha pubblicato con Pietropolli Charmet G. “Narciso Innamorato. La fine dell’amore romantico nelle relazioni tra adolescenti” (Bur, Milano, 2014) e con Lancini M. ”Sempre in contatto. Relazioni virtuali in adolescenza” (FrancoAngeli, Milano, 2009).

laura.turuani@gmail.com

DavideComazzi_bigDavide Comazzi, psicoterapeuta, socio dell’Istituto Minotauro di Milano, svolge attività clinica con adolescenti e genitori e si occupa di formazione in quest’ambito. E’ responsabile dell’intervento con i genitori presso la Comunità “Teen” del CAF Onlus di Milano, è docente presso la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’Adolescente e del Giovane Adulto ARPAD Minotauro. Oltre a MAMME AVATAR (Bur, 2015, Milano) ha pubblicato anche “Il corpo in una stanza. Adolescenti ritirati che vivono di computer”, con Spiniello R. e Piotti A. (FrancoAngeli, Milano, 2015) e con Pietropolli Charmet e Bignamini S. “Psicoterapia evolutiva dell’adolescente” (FrancoAngeli,  Milano, 2011) davide.comazzi@me.com

www.minotauro.it

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#ioleggoperché…alimento il mio corpo e la mia anima

Il 23 aprile, nella Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore e dell’inizio del Maggio dei Libri, l’iniziativa nazionale di promozione del libro e della lettura : #ioleggoperchè rivolta ai non lettori e curata dall’AIE (Associazione Italiana Editori) contagia, dopo gli stadi e i supermercati, anche treni, università, scuole, librerie, biblioteche.

Cinque saranno i palcoscenici speciali: le piazze di Milano, Roma, Cosenza, Sassari e Vicenza, con grandi eventi legati al libro e ai lettori che si aggiungono alle tante altre iniziative diffuse su tutto il territorio nazionale. #ioleggoperché è organizzato da AIE (Associazione Italiana Editori) e realizzato in collaborazione con ALI (Associazione Librai Italiani – Confcommercio), AIB (Associazione Italiana Biblioteche), Centro per il Libro e la Lettura del MIBACT (Ministero dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo), Milano Città del Libro 2015 – Comune di Milano e Assessorato Cultura e Turismo di Roma, con il contributo di RAI.

La giornata del 23 aprile è il momento centrale di #ioleggoperché, e sono più di 1.000 gli eventi organizzati spontaneamente in Italia per l’occasione. Un grande progetto che ha chiamato a raccolta i lettori di tutta Italia trasformandoli in Messaggeri “pronti a tutto”, decisi a coinvolgere nel piacere della lettura chi non legge o legge poco. 


240mila libri
in edizione speciale saranno consegnati dai Messaggeri ai lettori saltuari e ai non lettori: una collana di 24 titoli, scelti da editori associati ad AIE per la loro qualità letteraria e capaci di conquistare anche chi legge poco o non legge. Gli autori delle 24 opere, che per questa edizione speciale non  percepiscono alcun diritto d’autore, sono: Kader Abdolah; Kamal Abdulla; Age & Scarpelli, Mario Monicelli; Silvia Avallone; Alessandro Baricco; Ronald Everett Capps; Paola Capriolo; Massimo Carlotto; Sveva Casati Modignani; Cristiano Cavina; Andrea De Carlo; Diego De Silva; Khaled Hosseini; Erin Hunter; E. Lockhart; Margaret Mazzantini; Giuseppe Munforte; Yōko Ogawa; Maria Pace Ottieri; Daniel Pennac; Roberto Riccardi; Luis Sepúlveda; Marcello Simoni; Andrea Vitali.Gran parte di questi titoli sono disponibili in formato accessibile per i disabili visivi su http://www.libriitalianiaccessibili.it, grazie alla collaborazione con la Fondazione LIA. 

I Messaggeri, da stasera, potranno scegliere di consegnare i libri della collana #ioleggoperché, ritirati nelle loro librerie di fiducia, anche in carrozza, grazie a 1.000 autorizzazioni di viaggio su treni regionali, messe a disposizione dei soli Messaggeri attivi, e scaricabili dal sito  www.ioleggoperché.it, secondo le particolari condizioni indicate.  Tre autori della collana viaggeranno inoltre su altrettanti treni Frecciarossa insieme a super Messaggeri #ioleggoperché, e incontreranno i lettori nelle carrozze bistrot: Andrea Vitali sarà sulla tratta Milano-Torino – accompagnato dai super Messaggeri di Letteratura Rinnovabile, Accademia della Felicità e del Master ALMED/Centrimark, Cristiano Cavina sarà sul Roma-Milano, accompagnato dai super Messaggeri di Caffeina, Diego De Silva sarà sul Napoli-Roma accompagnato da La Bottega delle Parole. Super Messaggeri consegneranno i libri della collana anche sulle tratte Bologna-Venezia e sulla Roma-Bari. 

Le cinque città di Piazza un libro – Milano, Roma, Cosenza, Sassari e Vicenza – saranno i palcoscenici speciali per grandi manifestazioni di piazza, con diverse iniziative per ogni fascia d’etàspazi dedicati alla lettura, in cui lettori appassionati e lettori potenziali potranno leggere, consultare, incontrarsi, divertirsi insieme grazie ai libri, e la partecipazione entusiasta dei tanti Messaggeri “pronti a tutto”, a partire da quelli della Capitale, che hanno aderito al progetto. In particolare a Milano, Piazza Gae Aulenti, simbolo della nuova Milano, si trasformerà dalle 21.00 in un grande palcoscenico aperto a tutti i cittadini. Autori, attori, comici, musicisti e centinaia di Messaggeri di #ioleggoperché daranno vita a una grande festa-spettacolo basata sull’incanto della narrazione, il cui cuore narrativo è la “Pagina magica”, la pagina che ti cambia la vita e i mille modi di giocare con le parole: canzoni, aforismi, citazioni.

 Rai3 dedicherà la prima serata a un evento in diretta condotto da Pierfrancesco Favino. Un evento nell’evento, valorizzato anche dai collegamenti in diretta da piazza Gae Aulenti. Artisti, musicisti, cantanti e scrittori si avvicenderanno in un percorso fantastico tra storie e racconti, partendo da un testo del cuore, dalla poesia preferita, da tutto ciò che ha a che fare con la vita che si incontra leggendo un libro. Lo stesso Favino – attraverso la recitazione – e i moltissimi ospiti, ognuno con gli strumenti propri del mondo da cui proviene, declineranno in modi diversi contenuti, libri, parole, pensieri, testimoniando il piacere della lettura e cercando di coinvolgere chi non legge o legge poco.

 I Messaggeri che hanno aderito al progetto sono a oggi 30.000, di cui il 66% compresi tra i 18 e 50 anni. Hanno partecipato al progetto 11.011 studenti universitari, 896 librerie, 345 gruppi di lettura, e gli eventi caricati sul sito che aderiscono all’iniziativa a oggi sono 1104, tra incontri con gli autori,  letture ad alta voce e reading collettivi. Migliaia le biblioteche che hanno aderito promuovendo e comunicando l’evento; 168 eventi di biblioteche sono stati caricati sul sito e 110 biblioteche provinciali hanno ricevuto la collana dei 24 titoli dal Centro per il libro. Ha aderito all’iniziativa la gran parte degli ipermercati delle principali insegne della Grande Distribuzione.

 #ioleggoperché coinvolge naturalmente le scuole, i cui studenti, grazie a Crossa un libro, diverranno i veri protagonisti attraverso il bookcrossing, scambiandosi e condividendo le citazioni tratte dai libri più amati. Il progetto sulle scuole avrà una diffusione capillare: grazie a un accordo con il Centro per il Libro e la Lettura, dal 23 aprile e nel corso di tutto il Maggio dei libri, 200 scuole superiori di tutta Italia leggeranno e commenteranno in classe i testi della collana di #ioleggoperché.Le università sono state coinvolte raccontando con un video di 90 secondi il libro preferito. Il più votato dai Messaggeri sarà pubblicato il 23 aprile sulla Home Page di #ioleggoperché. Uno dei video partecipanti, in base al giudizio insindacabile della giuria di qualità, potrà inoltre essere scelto per andare in onda in prima serata Rai. Le librerie e le biblioteche, che hanno aderito con grande entusiasmo, sono protagoniste sia per la raccolta dei libri, sia nell’organizzazione delle iniziative: in particolare il 23 aprile resteranno aperte fino alle 24.00 per la Notte bianca delle librerie. 

E tu perché leggi?

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