Ambassadors of merit

Ho avuto l’onore di poter seguire il workshop di IntheBoardroom  ed è davvero bello come concretamente si provi a costruire la leadership femminile del futuro. Tommaso Arenare, che è stato un protagonista di questo blog, lo racconta a modo suo dal suo blog: www.tommasoarenare.com:

In July 2012 Valore D, the Italian association of businesses to support the talent of women, launched “In the Boardroom”, a programme to select and train the best Non-Executive Directors.

In the Boardroom was designed by Valore D, with the support of GE Capital, at the initiative of Linklaters and Egon Zehnder, our Firm. Together with Linklaters, we selected and provided all key faculty members.

In The Boardroom was meant to select and promote Ambassadors of Merit“, ready to change Italy’s corporate governance for the better, as a result of the huge opportunity represented by a super modern law (that came into effect in 2012) fostering gender diversity in the boardroom (read here for the beneficial effects of this law).

Italy is today a positive example of an improving corporate governance in Europe and beyond. Women as a crucial factor of positive change have given such a strong contribution to this that we are well beyond the turning point.

On 20 and 21 November 2015, we celebrated the conclusion of In the Boardroom, which was launched in July 2012. Ever since, it has helped well over 500 talented women prepare for the role of Non Executive Director.

Of those, a significant number are now Non-Executive Directors.

I feel humbled by the exceptional contribution of so many talented women. They have set the example for everyone in terms of dedication, willingness to prepare for roles where now merit and competencies have replaced “word of mouth” as a key to rigorous selection. Women mean merit, competence and better corporate governance. In summary, more women in leadership means huge change for the better.

The next step is now to continue to work to foster the benefits of gender diversity, and diversity at large, also when it comes to executive positions. “In The Boardroom” has been an exceptional factor and its effects will be felt for many years to come.

#TommasoArenareTommaso Arenare

www.twitter.com/tommaso_arenare

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Quote rosa o quote azzurre?

Quanto mi piace la “quota azzurra” di Leadingmyself.

Tanto quanto mi intristiscono le “quote rosa” in politica.

O meglio, il principio per cui sono nate le quote rosa è sicuramente giusto e deriva dall’osservazione della scarsa presenza di donne in Parlamento, per cui, tramite le quote rosa, si garantisce una presenza minima femminile in campo politico. Eppure trovo che il concetto e la parola “ quote rosa” sia davvero deprimente. Primo per l’inevitabile considerazione che sia necessario un intervento di questo genere per assicurare del posti in politica anche alle donne e secondo perché nel “rosa” si nasconde comunque tutta una serie di stereotipi che non ci aiutano a uscire dai discorsi sessisti.

Perché la discriminazione sessuale verso le donne non si ravvisa solo nelle questioni gravi come la violenza di genere, le mutilazioni genitali femminili, il diritto al voto, la discriminazione sul lavoro e sullo studio. Esistono anche forme di sessismo meno evidenti, ma subdole e pervasive. Anche solo assegnare arbitrariamente qualità, positive o negative, in base al sesso è sbagliato. A me, per esempio, intristisce tutto quello che punta esageratamente sull’elogio del ruolo di madre e di moglie.

Mi spiego: io amo la mia famiglia, i miei figli e ciò che faccio lo faccio con passione e non per essere una mamma o moglie modello, dedita al 100% a loro, centro del mio mondo. Sarebbe soffocante per entrambe le parti. Essere un punto di riferimento è sicuramente bellissimo e, ammettiamolo, decisamente appagante, ma ognuno di noi resta con la sua identità. Rispetto troppo i miei figli come persone per pensare di ruotare attorno a loro e che loro ruotino attorno a me. E voglio essere rispettata anche come persona e donna, non solo come madre e moglie, da tutti loro e da mio marito.

Il fatto è che, sia donne che uomini, dopo decenni (no, secoli) di attribuzione dei lavoro casalinghi e di definizione di angelo del focolare alle donne, ci siamo fregati da soli.

Il problema è sociale e radicato, ci lavorano ai fianchi tutti, uomini e donne, fin da quando nasciamo. Dall’abbigliamento dei neonati in avanti. Ci credete che esistono e continuano a uscire ancora libri per bambini con titoli come “giochi da femmine” e “giochi da maschi” o addirittura “parole da femmine” “parole da maschi”? Ovviamente con sfondo rigorosamente rosa o azzurro. Io sono rabbrividita vedendoli.

Eppure se noi donne facciamo notare queste cose, spesso veniamo considerate eccessive, permalose, poco tolleranti e anche poco ironiche.

Ma noi non siamo né poco tolleranti, né poco ironiche, anzi accettiamo tutto di buon grado, anche la quota rosa, se serve a far sentire la nostra presenza attiva in questioni importanti come quelle politiche e sociali. Perciò ora, in tutta risposta, adoro questo spazio in Leadingmyself per gli uomini.

Il vostro punto di vista ci è sempre interessato, raccontatelo. In Leadingmyself potete inserirlo nella “quota azzurra”.

 

BB Barbara Buccino  @ciurmamom

http://www.ciurmamom.it/