La bellezza non è mai effimera

Da piccola mi guardavo intorno e pensavo a come poter tradurre suoni, colori, sentimenti, profumi ed emozioni in immagini. L’acquerello, il disegno, i cartoni colorati, la maglia, i collage tutto andava bene per esplorare. L’Istituto d’arte prima e l’Accademia delle Belle arti dopo sono state il naturale percorso lungo il quale ho imparato tecniche e caratteristiche dei materiali: ferro, legno argilla, rame, zinco, ottone e tela per dipingere, incidere e stampare. Non disdegnavo nulla. Quel che mi mancava era la bottega, avvertivo l’esigenza di passare dal percorso didattico alla vita lavorativa. Iniziai il mio apprendistato in un laboratorio di decorazione e arredamento e la passione divampò. Quel che avevo sognato si avverava. Dipingevo tromp d’oeil, decoravo mobili e oggetti di uso comune, popolavo spazi da abitare interpretando la personalità di chi li viveva.

Nel 2002 mi sentivo pronta per lanciarmi e aprì un laboratorio dove trascorrevo giornate tra i pennelli, dipingevo prevalentemente su legno e il lavoro di decoratrice e interior designer mi conquistò. Fino a quando un giorno, cinque anni fa, andai a vedere una mostra  e vidi dei gioielli realizzati da una architetta: collane e spille creati con materiali di scarto delle sue ristrutturazioni. Fu un colpo di fulmine. Decisi che avrei realizzato accessori fashion come pezzi d’arte da indossare: colorati e decisi nel design. Dovevo, però, trovare il mio materiale, quello che mi consentisse di plasmare le idee. Tentai prima con la pelle, poi con le mie creazioni: stampe su carta, xilografie, calcografie e dipinti ma fu un fallimento, non erano resistenti. Il tempo passava e non ero soddisfatta dei tentativi. Capì che era necessario imparare cercando dei maestri. Scoprì una scuola fiorentina di gioielleria contemporanea, “Alchimia”. Il nome era già intrigante di suo e poi tanti erano gli “Alchimisti” che mi attraevano, una in particolare era la mia preferita, Yoko Shimizu, allieva di Giampaolo Babetto designer di gioielli e arredo che ama lavorare con un materiale che mi affascina perla sua duttilità: la resina epossidica.

Sognavo…sognavo che un giorno avrei partecipato anche ad uno solo di quei corsi che Yoko teneva.. . e un assolata mattina di questa primavera finalmente il giorno è arrivato. Che gioia la resina! Posso plasmarla, tagliarla, piegarla e arricchirla con i materiali più diversi che da tempo corteggiavo: sabbia, pietre, pigmenti naturali, carta di ogni tipo e, soprattutto, i miei tanto amati disegni, dipinti e stampe. Da qualche mese cammino sull’orbita di un cerchio che si chiude, una ruota che gira come la vita.. ed è per questo che ho deciso di intitolare la mia prima collezione di gioielli in resina “Circle”. Lamine in foglia oro inserite nella resina sulle quali ho dipinto  sottili linee concentriche … il cerchio della vita.

orecchini

Come avrei potuto chiamare dei gioielli così diversi, così pieni di me… DJ differentjewels. Da un punto di vista economico non è il momento migliore per presentare oggetti ritenuti effimeri e superflui ma è proprio quando la società si impoverisce che si rischiano le tenebre…la bellezza non è mai effimera, è l’unica cosa che ci salva.

Maria Carolina Siricio napoletana classe ’77 diplomata in PIttura all’istituto d’arte Filippo Palizzi frequenta l’Accademia delle Belle Arti di Napoli e consegue il diploma di laurea in tecniche della decorazione. Nel 2004 decide di aprire il suo di atelier “Arte di Creare” dove lavora come decoratrice del mobile e del complemento d’arredo, contemporaneamente riprende l’uso dei materiali alternativi alla pittura x creare  accessori fashion con il marchio di “Dj differentjewels.

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