Carla Delfino:” Pensiamo alle cose che ci uniscono, non a quelle che ci dividono”

Carla Delfino, da una laurea in storia dell’arte ad un diploma di giornalismo. Com’è arrivata all’ideazione di un bio repellente per la presenza indesiderata dei topi nelle nostre case? 

Scriveva Engles, “Spesso le idee si accendono l’una con l’altra, come scintille elettriche” ed è un po’ quello che è successo a me. Credo che nella vita la vera fine sia solo quella di un’anima che smette di cercare, di rischiare, di scommettere con sé stessa e di sfidare il destino. In ognuno di noi c’è una scintilla di creatività che se accesa dall’impegno, dalla passione e dalla dedizione, può diventare una grande luce.  In tutta la mia vita non c’è mai stato nulla di facile, di regalato. Tutto ciò che ho realizzato, mi è costato tanta fatica, tanto sacrificio e tante rinunce. Più la sfida è difficile, più io mi ci sono impegnata, non sempre la vinco, ma quando capita la soddisfazione è enorme e ti ripaga sempre.  Non bisogna calcare le vie percorse da altri, nè camminare sulle strade semplici, questo oggi non paga più. Ciò che è facile è banale ed accessibile a tutti. Nel marketing si dice che quando qualcosa ti viene offerta gratis, la merce sei tu. Di contro è la complessità, l’innovazione, il pensiero creativo unito alla tecnologia e all’intuizione che ti rende unica e quindi interessante per il mercato.  Quindi, dopo una vita da imprenditrice in un altro campo, un giorno una semplice richiesta da parte di un cliente, mi ha fatto incontrare il mondo dei topi (animali dalle risorse sorprendenti, fra l’altro!). Il cliente voleva trovare un prodotto non tossico e efficace per liberarsi di questi fastidiosi animali. Dopo una approfondita ricerca mi sono resa conto che non esisteva nulla del genere, ma che il mercato che si sarebbe aperto presto in Europa, grazie alle nuove normative molto restrittive verso i veleni tossici ed inquinanti, era davvero interessante. Ho pensato di iniziare a studiare per creare io un repellente che potesse funzionare senza essere pericoloso per le persone, gli animali e l’ambiente. Da storica ho guardato nel passato, quello che usavano gli antichi (dagli egizi, ai cinesi, dai pellirossa agli indiani) e poi ho ritenuto che non fosse sufficiente, e quindi ho inserito tanta bio-tecnologia e ricerca attuale in una formula che pur essendo a base di oli essenziali ed elementi naturali è una vera “bomba atomica” per i topi. I topi non vengono uccisi, ma fuggono via, tenuti lontani dal profumo di ScappaTopo, il repellente a base di oli essenziali e granuli di mais, che dopo tanti anni di ricerca, di test, di investimenti, di collaborazione con le Università di Roma e di Napoli e vari esperti, ho finalmente brevettato. ScappaTopo è una gran bella sfida vinta. La mia soddisfazione più grande è sentire i clienti che ti dicono, “Ma lei non ci aveva detto che funziona in modo così straordinario”. Mi piace il loro stupore nell’aver ottenuto molto più di quello per cui hanno pagato. L’esatto contrario di ciò che accade di solito. Mi piace stupire con le qualità straordinarie di ScappaTopo. Credo che si debba offrire un prodotto eccellente, che rechi in sé il rispetto per il cliente. Non ho iniziato a fare questo mestiere per diventare ricca, ma per creare qualcosa che non c’era e per risolvere un grande problema. ScappaTopo funziona. E’ un prodotto eccezionale, perché deve risolvere un problema eccezionale: quello di avere un topo a casa, che è un evento sconvolgente, che deve essere risolto immediatamente e senza conseguenze.

Ha vinto il Cartier Women’s Initiative Awards 2014 (e le facciamo i nostri complimenti) e per la prima volta ad ottenere l’ambito riconoscimento è stata un’azienda italiana; cos’ha rappresentato per lei questo successo e cosa per l’imprenditoria femminile italiana?

La mia partecipazione, la selezione fra le tre finaliste per l’Europa e poi il 16 ottobre 2014 la vittoria del Premio Cartier Women’s Initiative Awards, in Francia, è stata un’esperienza incredibile. E’ la prima volta nella storia del premio che viene selezionata un’imprenditrice italiana fra le finaliste. A maggior ragione è la prima volta che un’italiana vince il Premio. Sono pervenute 1900 domande quest’anno da tutto il mondo, e alla fine solo 6 imprenditrici con un’idea innovative e di impatto sociale, hanno meritato il premio, una per ogni continente. Io l’ho vinto per l’Europa. E’ stata una grande emozione salire su quel palco, in mezzo a migliaia di donne del Women’s Forum, fra le più importanti managers del mondo. E’ stato un percorso molto impegnativo, di duro lavoro, per soddisfare tutti gli adempimenti richiesti. Ci ho lavorato per 6 mesi coadiuvata da una coach che il premio mi ha messo a disposizione, una donna fantastica, che mi ha insegnato tantissimo. Oggi io mi sento parte della grande famiglia della Maison Cartier e loro con me sono adorabili. Per il mio compleanno mi hanno invitato a Milano, con il Presidente di Cartier Europa, per incontrare 5 direttrici dei più importanti giornali femminili italiani; mi hanno messo a disposizione il loro efficientissimo ufficio stampa, mi hanno fatto apparire in decine e decine di articoli; mi continuano a sostenere sempre. E’ una sensazione molto bella, non riesco a pensare ad altro, per descriverla, che a far parte una famiglia. Naturalmente il Premio prevede anche un anno di coaching da parte di McKinsey, un riconoscimento in denaro e l’inserimento a vita del loro network, che è davvero, per me la parte più preziosa ed importante. Le persone che collaborano, dalla giuria, ai coach, non sono retribuite, sono dei volontari, di solito professionisti internazionali molto quotati che dedicano alle imprenditrici innovative di tutto il mondo un po’ del loro tempo per aiutarle ad orientarsi sul mercato. E questo è un plus davvero impagabile.

Gli esempi sono utili per capire; cosa si sentirebbe di consigliare alle nostre lettrici per non arrendersi mai?

Credo che ogni donna sappia cosa vuol dire non arrendersi mai, chissà quante volte lo ha fatto nella sua vita, per un figlio, per un genitore, per un uomo. Le donne non accettano un no per risposta, invece credono e lottano, e accettano di pagare qualsiasi prezzo per salvare l’oggetto del loro amore. Ecco è questo che le imprenditrici fanno, amano la loro azienda come un figlio, e per loro mai nessun sacrificio è grande o gravoso. Chiedete ad una madre delle rinunce ha fatto per i figli, non le ricorderà nemmeno. Credo che le donne abbiano nel loro DNA, la forza incredibile della flessibilità, dell’adattamento, del guardare più lontano. Che un uomo non ha. Un uomo è rigido nei suoi principi, una donna no. Essere rigido è essere fragile, come un cristallo. La donna è morbida, la donna si adatta, si forgia, si trasforma. Credo che oltre alla nostra flessibilità la donna oggi, se vuole davvero andare avanti nella propria vita e nella propria professione, debba essere brava, debba studiare, debba impegnarsi, si debba regalare il dono del sacrificio, che ti rende forte. Il comodo rende molli, la fatica ti tempra. Non pensare tanto non ce la farò mai. No. Essere forte costa, sapere costa, essere unici costa. Ma poi, cosa quale è la meraviglia che ti si offre in cambio?

Un consiglio ed un augurio a Carla  

Carla ha un mondo nel suo cuore, l’augurio è che possa sempre sentirlo e farlo comprendere agli altri. Il consiglio è di non pensare di essere indispensabili ed indistruttibili, perché nessuno di noi lo è. 

Un consiglio ed un augurio a LeadingMyself  

Il consiglio è pensare che le cose non vanno mai sempre male e non vanno mai sempre bene. Essere preparate alla vita, che a volte ti tira su ed a volte giù, ma tu devi sempre rimanere te stessa, non pensare che avere più o meno cose, possa cambiare chi sei dentro. Le cose sono cose, che non ci portiamo dietro quando lasciamo questa terra, l’unica cosa che ci portiamo via con noi è l’amore che abbiamo dato e che abbiamo ricevuto. E’ l’unica energia inesauribile dell’universo che ci è dato conoscere. E puntare sull’amore è sempre una bella mossa.

Un augurio di cuore è che in questi giorni di smarrimento, vorrei che pensassimo alle cose che ci uniscono e non a quelle che ci dividono, per cercare di trovare un dialogo e creare un futuro di pace per i nostri piccoli.

L’ultimo consiglio, alle amiche di LeadingMyself è di leggere (o rileggere) la meravigliosa poesia “SE” di Kipling. Ti dà la misura dell’essere umano.

A cura di Barbara M.  @paputtina

 

Carla Delfino è nata a Siracusa, si è laureata in Storia dell’Arte all’Università La Sapienza di Roma e ha conseguito un diploma in giornalismo alla Luiss-Prodeo; dopo aver vinto le borse di Studio della Rotary Foundation e  della Meadows Shool of Arts, ha frequentato il Master in Fine Arts alla SMU di Dallas, USA. Al suo rientro in Italia ha lavorato a Siracusa per diversi anni nella società di ingegneria elettrica fondata dal padre a Siracusa. Nel 1996 ha fondato a Roma, dove si era nel frattempo trasferita, la sua prima azienda Imperial Emporium, che si occupa di realizzare macchine per controllare il denaro, con una sede anche a Hong Kong. Nel 2012 ha fondato lmperial Europe, una start up innovativa per ricercare e produrre repellenti naturali non tossici e non inquinanti per liberarsi di animali molesti, senza uccidere e ad impatto ambientale zero. Nel 2014 ha ricevuto molti premi per Scappatopo, il Bio-repellente che tiene lontani i topi in modo eco-sostenibile e naturale: il Premio Donna Forza 8 della Regione Lazio; il Premio UpStart della Confindustria di Salerno; il Premio IITWIIN come la donna più innovativa dell’anno; il Premio Idea Innovativa della Camera di Commercio di Roma, ed il più prestigioso:  Cartier Women’s Initiative Awards, consegnato a Parigi, per la prima volta ad una imprenditrice italiana, per l’azienda  dal più alto valore sociale ed innovativo d’Europa.  Fa parte di molte associazioni culturali, fra cui l’Accademia Italiana della Cucina ed il FAI. Ama l’arte, il cinema, viaggiare ed andare in bicicletta.  www.scappatopo.it

 

 

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