Intervista leader a Elisabetta Gualmini

Elisabetta Gualmini, professore ordinario di Scienza Politica presso l’Università di Bologna e presidente della fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo, quanto coraggio in tutte queste scelte?

In effetti, un po’ di coraggio ce n’è voluto. E le tensioni e le preoccupazioni non sono mancate. Ma ho sempre pensato che occorra muoversi e fare scelte forti anche quando si ha paura che qualcosa vada storto e che la sfida sia troppo grande. Ho seguito il mio istinto sapendo che un contributo positivo l’avrei dato e che avrei creato una squadra che mi avrebbe aiutato a costruire qualcosa di buono. Così è stato per l’Istituto Cattaneo, ad esempio.

Nel suo ultimo libro “Le mamme ce la fanno” racconta storie di donne che conciliano la famiglia e il lavoro, analizzandone il lato umano. Molte delle nostre lettrici sono mamme, ma anche a quelle future, diciamo loro basta con il mito delle wonder woman?

Assolutamente sì, il libro non è un manuale per super-mamme, ma un elogio delle madri normali e imperfette. Quelle che incontriamo tutti i giorni e che si barcamenano tra mille incombenze e acrobazie. Racconto come si fa a tenere insieme tutto (tra cibo, scuola, lavoro, compiti, sport, etc.) e lo faccio con moltissima ironia e leggerezza. Molte lettrici mi hanno scritto dicendomi che si riconoscono in ogni dettaglio di vita quotidiana che descrivo (dai saggi scolastici, alle riunioni con gli insegnanti, ai compiti, ai genitori convinti che i propri figli siano dei piccoli geni, alla difficoltà di dire dei no …) e che si ride molto. La sfida era proprio quella di raccontare con il registro dell’ironia e dell’autoironia un tema trasversale e molto importante, come quello dell’enorme carico di incombenze sulla spalle delle donne, sia che abbiano figli piccoli o genitori anziani da accudire. Ma il libro non è solo per le mamme, ci sono anche i papà, e soprattutto ci sono anche i bambini, con la loro straordinaria simpatia e ingenuità. E’ un libro per tutti.

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Come spiegherebbe la leadership del futuro alle nostre lettrici?

Leadership significa metterci la faccia, non avere paura e non coltivare la “Sindrome di Cenerentola”, cioè l’inclinazione a fare sempre un passo indietro, tenendosi in disparte a favore di altri (spesso uomini), perché ci si sente inadeguate o non all’altezza. Io penso che non faccia male tirare fuori anche un pizzico di aggressività, avere la sfacciataggine di gestire e prendersi il potere, e soprattutto mettersi alla prova sempre.

Un consiglio ed un augurio a Elisabetta.

Di continuare a non prendersi troppo sul serio, mettendo da parte l’ansia da prestazione e scegliendo sempre di riderci sopra.

Un consiglio ed un augurio a Leading Myself. Puntare i piedi e spingere l’acceleratore sul tema del talento e delle potenzialità delle donne, aiutandole così a credere e a convincersi che si possono fare tante cose, che si può arrivare persino laddove non si credeva di arrivare.

 

A cura di Barbara M.  @paputtina

 

 Elisabetta Gualmini  @gualminielisa  è professore ordinario di Scienza Politica all’Università di Bologna. Insegna Politiche del Lavoro e Pubblica Amministrazione. E’ Presidente dell’Istituto Cattaneo ed è editorialista de “La Stampa. Ha scritto moltissimi libri, l’ultimo dei quali molto pop (LE mamme ce la fanno, Mondadori).

 

 

A cura di Barbara M.  @paputtina

 

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